La rivolta dei residenti: un esposto per salvare la storia
La rivolta dei residenti: un esposto presentato per salvare la storia locale.
Di fronte a un silenzio che durava da troppo tempo e all’aggravarsi delle condizioni dell’Arco di Torre Cervati, ventidue famiglie residenti nella zona hanno deciso di non restare più a guardare. La loro pazienza, messa a dura prova da anni di promesse mancate e interventi inesistenti, ha ceduto il passo a un’azione concreta e determinata. Hanno presentato un esposto ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, un gesto significativo che evidenzia la gravità della situazione e la determinazione dei cittadini a proteggere la propria storia e il proprio ambiente.
La denuncia non è stata dettata solo dal disagio quotidiano causato dalle transenne e dai ponteggi, che rendono la zona un labirinto pericoloso e inefficiente. L’esposto sottolinea principalmente il rischio imminente di crollo della struttura e la conseguente e irrevocabile perdita del suo pregio storico. È una battaglia per la memoria, per la salvaguardia di un bene culturale che, se non recuperato, sarà perso per sempre. I residenti chiedono che le istituzioni agiscano con la dovuta urgenza, non solo per mettere in sicurezza l’area, ma anche per avviare un serio progetto di recupero e valorizzazione che restituisca all’Arco di Torre Cervati la dignità che merita.
Verso una soluzione? L’incontro pubblico con il Comune
Incontro pubblico con il Comune: un confronto aperto per trovare soluzioni.
La mobilitazione dei residenti ha finalmente sortito un primo, importante risultato: la fissazione di un incontro pubblico. La data da segnare è il 22 aprile, e il luogo scelto è la scuola Cinquegrana, un simbolo di comunità e partecipazione. A questo appuntamento cruciale sono stati invitati non solo le ventidue famiglie artefici dell’esposto, ma anche associazioni locali, esperti del settore dei beni culturali e, soprattutto, rappresentanti della Giunta Manfredi. L’obiettivo è chiaro: sollecitare un intervento urgente che possa finalmente mettere fine all’agonia dell’Arco di Torre Cervati.
Questo incontro rappresenta una speranza concreta per il futuro del monumento. Sarà l’occasione per un confronto diretto e trasparente, dove le voci dei cittadini e degli esperti potranno presentare le loro istanze e proposte direttamente a chi ha il potere di agire. La discussione verterà non solo sulle modalità per la messa in sicurezza immediata dell’area, ma anche sulla pianificazione di un progetto di recupero a lungo termine. È fondamentale che da questo tavolo emergano impegni precisi e tempistiche definite, affinché la promessa di un recupero non rimanga l’ennesima intenzione inattuata. Napoli e i suoi abitanti meritano che la loro storia e i loro monumenti siano trattati con il rispetto e la cura che meritano, affinché l’Arco di Torre Cervati possa tornare a essere un vanto, e non più una vergogna.
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