Booking.com sotto indagine | L’AGCM sospetta pratiche scorrette: blitz del Nucleo Speciale Antitrust della GDF

Mauro
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha recentemente avviato una complessa istruttoria nei confronti di Booking.com, Booking.com International e Booking.com BV. L’accusa principale riguarda presunte pratiche commerciali scorrette, che potrebbero alterare la percezione dei consumatori nella scelta delle strutture ricettive. Le indagini hanno preso il via con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, che ha condotto ispezioni nelle sedi di Booking.com, segnalando l’elevata attenzione delle autorità verso le dinamiche del mercato online.

Il fulcro dell’indagine ruota attorno al programma Partner Preferiti di Booking.com e alla sua estensione Preferiti Plus. Secondo l’AGCM, le strutture che aderiscono a questi programmi beneficerebbero di un migliore posizionamento nei risultati di ricerca della piattaforma, oltre a elementi grafici di maggiore evidenza e claim che ne enfatizzano la qualità del servizio e la convenienza. Tuttavia, i requisiti di ammissione a tali programmi non sarebbero, a detta dell’Autorità, sufficientemente idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a tali strutture, sollevando dubbi sulla trasparenza e correttezza delle informazioni fornite ai consumatori.

Posizionamento alterato: il ruolo delle commissioni

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sospetta che la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avvenga perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro reali caratteristiche qualitative o del rapporto qualità-prezzo. Questo meccanismo, se confermato, rappresenterebbe una distorsione significativa del mercato e un inganno per i consumatori, che si affidano alla piattaforma per scelte informate.

Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali basandosi su convinzioni errate. Il rischio è che i viaggiatori credano, erroneamente, che le strutture evidenziate siano, a parità di caratteristiche, intrinsecamente migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto a quelle non aderenti ai programmi. Questo potrebbe spingere i consumatori a selezionare strutture che, in media, sono più costose, influenzando negativamente il loro potere d’acquisto e la libertà di scelta.


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