Il fulcro dell’indagine ruota attorno al programma Partner Preferiti di Booking.com e alla sua estensione Preferiti Plus. Secondo l’AGCM, le strutture che aderiscono a questi programmi beneficerebbero di un migliore posizionamento nei risultati di ricerca della piattaforma, oltre a elementi grafici di maggiore evidenza e claim che ne enfatizzano la qualità del servizio e la convenienza. Tuttavia, i requisiti di ammissione a tali programmi non sarebbero, a detta dell’Autorità, sufficientemente idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a tali strutture, sollevando dubbi sulla trasparenza e correttezza delle informazioni fornite ai consumatori.
Posizionamento alterato: il ruolo delle commissioni
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sospetta che la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avvenga perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro reali caratteristiche qualitative o del rapporto qualità-prezzo. Questo meccanismo, se confermato, rappresenterebbe una distorsione significativa del mercato e un inganno per i consumatori, che si affidano alla piattaforma per scelte informate.
Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali basandosi su convinzioni errate. Il rischio è che i viaggiatori credano, erroneamente, che le strutture evidenziate siano, a parità di caratteristiche, intrinsecamente migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto a quelle non aderenti ai programmi. Questo potrebbe spingere i consumatori a selezionare strutture che, in media, sono più costose, influenzando negativamente il loro potere d’acquisto e la libertà di scelta.
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