Solovyov, non nuovo a ospitate in programmi italiani in passato, ha bersagliato Meloni con una raffica di insulti pronunciati in italiano, una scelta che ha reso l’offesa ancora più diretta e personale. Tra le espressioni utilizzate, alcune particolarmente pesanti, figurano: “Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, Giorgia putta..Meloni, brutta donnuccia, cattiva”. Queste parole, cariche di disprezzo, hanno evidenziato il livello di aggressività che la propaganda russa è disposta a raggiungere contro i leader europei che non si allineano alla linea di Mosca.
Le accuse politiche e il presunto tradimento
L’aggressione verbale di Solovyov non si è limitata ai soli insulti personali, ma è proseguita con un’accusa di tradimento politico, formulata questa volta in russo. Il propagandista ha definito Meloni “una carogna fascista che ha tradito i suoi elettori”, sostenendo che la premier si fosse presentata con “tutt’altri slogan” rispetto a quelli poi attuati. L’argomento del tradimento è stato ulteriormente sviluppato, affermando che “il tradimento è il suo secondo nome” e citando un presunto tradimento anche nei confronti di Donald Trump, al quale Meloni avrebbe “giurato fedeltà” in precedenza.
Questo riferimento a Trump non è casuale, ma si inserisce nel contesto delle recenti critiche mosse dall’ex presidente statunitense alla presidente del Consiglio italiana. L’uso di tali argomentazioni da parte di Solovyov mira a delegittimare Meloni sia sul fronte interno che su quello internazionale, presentandola come una figura inaffidabile e incoerente. Il monologo si è concluso con una frase in italiano, “Ma non è necessario discutere con questo punto di vista. È la vera realtà”, una dichiarazione che chiude ogni possibilità di replica, imponendo una versione unilaterale degli eventi.

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