L’impatto sull’export e i settori vulnerabili
L’impatto economico sull’export e sui settori più vulnerabili.
Le conseguenze di questa crisi si riflettono prepotentemente sul fronte dell’export italiano. In particolare, il settore degli imballaggi, fulcro dell’industria cartaria, si rivela essere estremamente esposto. Le proiezioni di Assocarta indicano potenziali ripercussioni su ben 22 miliardi di euro di export italiano, una quota significativa destinata ai Paesi del Golfo. Questa area geografica è cruciale, specialmente per comparti ad alto valore aggiunto come il lusso e l’alimentare, che dipendono fortemente da imballaggi di qualità e da una logistica efficiente per raggiungere i consumatori finali.
A peggiorare il quadro è il cosiddetto “spread penalizzante” tra i prezzi del gas in Italia e quelli europei. Questa disparità mette le aziende italiane in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai loro omologhi europei, i quali beneficiano di condizioni energetiche più favorevoli. La capacità di mantenere i prezzi competitivi e, di conseguenza, la propria quota di mercato, è minacciata da questo divario. Il rischio concreto è un progressivo indebolimento della base industriale nazionale a favore dei concorrenti esteri, con possibili delocalizzazioni o perdite di ordini.
Le richieste al governo e la strategia per il futuro
Le richieste al governo plasmano la strategia per il futuro.
Per fronteggiare questa situazione critica, Assocarta ha avanzato richieste urgenti al governo italiano. L’associazione sottolinea la necessità di interventi tempestivi e mirati per sostenere il settore e salvaguardare la sua competitività. Tra le misure più pressanti vi è l’attuazione delle norme relative ai differenziali di prezzo del gas, un meccanismo che potrebbe mitigare l’impatto del rincaro energetico sulle imprese. Questo consentirebbe di riallineare i costi italiani a quelli europei, riducendo lo svantaggio competitivo attuale.
Un’altra richiesta fondamentale è il ripristino dei crediti d’imposta, strumenti fiscali che si sono rivelati essenziali nel passato per sostenere le imprese in momenti di difficoltà economica. Questi crediti, se reintrodotti, fornirebbero un respiro finanziario cruciale, permettendo alle aziende di investire in efficienza energetica e innovazione, anziché essere solo in modalità di sopravvivenza. L’obiettivo ultimo è evitare un ulteriore e progressivo indebolimento della base industriale nazionale, garantendo che l’industria cartaria italiana possa continuare a contribuire significativamente all’economia del paese e a mantenere la sua posizione sui mercati internazionali.
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