Le prime voci di illecito sono emerse sul social network cinese Wpeeibo, dove si è rapidamente diffusa l’accusa che il quarantottenne Yan Chenglong avesse utilizzato un metodo di imbroglio estremamente audace e tecnologicamente avanzato. La presunta frode riguarderebbe l’uso di “perline anali” equipaggiate con trasmettitori wireless. Questi dispositivi, si sostiene, sarebbero stati impiegati per inviare e ricevere segnali. Attraverso un codice predefinito, un computer esterno avrebbe elaborato le mosse ottimali e le avrebbe comunicate a Yan sotto forma di vibrazioni discrete, fornendogli un vantaggio sleale e alterando la regolarità del torneo. Una metodologia che, se confermata, rappresenterebbe una delle truffe più ingegnose e discutibili nella storia degli sport mentali.
Comportamento indecoroso e la posizione dell’associazione
La ferma posizione dell’associazione sul comportamento indecoroso.
Mentre la polemica sui presunti brogli infuriava online, Yan Chenglong era già intento a celebrare la sua vittoria, ma lo ha fatto in maniera che l’Associazione Xiangqi Cinese ha definito “selvaggia” e “incivile”. L’associazione ha denunciato pubblicamente il comportamento del campione, dettagliando una serie di atti che hanno violato non solo le norme di condotta previste per gli atleti, ma anche il decoro pubblico e l’immagine stessa della disciplina. Si parla di un festino a base di alcolici tenutosi nella sua stanza d’hotel la notte del 17 dicembre, al quale hanno partecipato anche altri individui, trasformando il momento di gioia in un episodio controverso.
Ma il culmine dell’indecorosa condotta è stato raggiunto il giorno successivo, quando Yan Chenglong è stato accusato di aver defecato nella vasca da bagno della sua camera. Questo gesto, ha sottolineato l’Associazione con veemenza, non solo ha causato danni significativi alla proprietà dell’hotel, ma ha anche palesemente violato l’ordine pubblico e la buona morale, aspetti fondamentali che ogni atleta dovrebbe rispettare. Per l’Associazione Xiangqi Cinese, tali azioni sono state sufficienti a giustificare provvedimenti drastici, indipendentemente dalla possibilità di provare le accuse di brogli tecnologici, data la gravità del disprezzo mostrato per le regole basilari della convivenza civile e il rispetto altrui.
La decisione finale e le conseguenze per il campione
Nonostante la gravità delle accuse di brogli con dispositivi elettronici, l’Associazione Xiangqi Cinese ha rilasciato una dichiarazione chiara riguardo l’esito dell’indagine. “Sulla base di quanto appurato, è attualmente impossibile dimostrare che Yan abbia barato tramite ‘perline anali’ come ipotizzato sui social media,” ha affermato l’associazione. Questa ammissione lascia in sospeso la questione della frode elettronica, non potendo fornire prove concrete che confermino le speculazioni del web. Ciò nonostante, la condotta del giocatore al di fuori del tavolo da gioco è stata considerata inaccettabile e sufficiente per i provvedimenti adottati, sottolineando che l’integrità di un campione si misura anche fuori dalla competizione.
Le conseguenze per Yan Chenglong sono state, infatti, estremamente severe e hanno avuto un impatto immediato sulla sua carriera. Non solo è stato privato del prestigioso titolo di “Re dello Xiangqi” e del relativo premio in denaro, che gli era stato conferito con tanta enfasi, ma ha anche ricevuto una squalifica significativa. Il campione è stato bandito dal giocare in qualsiasi competizione per un intero anno, un duro colpo che lo allontana dalle arene degli scacchi cinesi. Questo episodio non solo evidenzia l’importanza della lealtà nel gioco, ma anche il rispetto delle norme etiche e di condotta, che vanno ben oltre il mero regolamento tecnico di una disciplina millenaria, richiamando tutti gli sportivi a un comportamento esemplare.
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