Ultim’ora ANSA: Szijjártó (Ministro degli Esteri ungherese) salterà il prossimo Consiglio degli Affari Esteri

Renato
La commissione Affari esteri del Parlamento europeo ha confermato un persistente stallo nel percorso di adesione della Turchia all’UE. La relazione, adottata con ampio consenso, attribuisce la causa principale all’“arretramento democratico” del Paese. I negoziati sono congelati di fatto dal 2018, evidenziando un peggioramento significativo dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali. Questa situazione mantiene Ankara distante dagli standard europei.

Lo stallo democratico e i negoziati congelati

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Negoziati congelati e stallo democratico: l’impasse decisionale.

 

Il Parlamento UE giudica la Turchia incompatibile con i criteri di adesione. Vengono richieste urgenti riforme su Stato di diritto, diritti umani, libertà di stampa e indipendenza giudiziaria. Si insiste sulla protezione dei giornalisti e sulla fine dei processi politicamente motivati. La domanda di adesione, risalente al 1987, incontra ancora insormontabili problemi strutturali, rendendo l’avanzamento un’incognita.

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Nonostante l’impasse sull’adesione, la Turchia resta un alleato NATO di rilevanza strategica per l’Unione Europea, specialmente in aree come il Mar Nero e il Medio Oriente. Gli eurodeputati sollecitano il rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza regionale e la modernizzazione dell’unione doganale. Il relatore Sancho Nachez Amor intravede una “finestra di opportunità” per una collaborazione settoriale bilaterale.


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