KO europeo | Bologna umiliato dall’Aston Villa: Italiano esce ai quarti di finale

Renato
Non c’è stato nemmeno il tempo di nutrire la più flebile speranza. La missione di rimonta, oggettivamente proibitiva dopo il 3-1 subito all’andata, si è trasformata rapidamente in un incubo per il Bologna al Villa Park. L’Aston Villa ha voluto sigillare il passaggio alle semifinali di Europa League con una dimostrazione di forza inequivocabile, caratterizzata da un calcio fatto di tecnica, velocità e movimenti precisi. Il gol di Watkins al 16° minuto ha aperto le danze, e nei successivi ventitré minuti gli inglesi hanno sbagliato un rigore e segnato altre due volte, mettendo in chiaro fin da subito l’enorme divario.

La ripresa, di fatto, si è giocata solo per onor di firma. Il risultato complessivo, un pesante 7-1, ha dipinto un quadro impietoso della differenza tra la quarta classificata della Premier League e l’ottava della Serie A. Una distanza abissale che solo una prestazione eccezionale dei rossoblù all’andata era riuscita a mascherare parzialmente. Le decisioni tattiche di Vincenzo Italiano, pensate per stravolgere il copione e sorprendere gli avversari, si sono rivelate azzardate e inefficaci. Troppi giocatori del Bologna, inoltre, hanno mostrato di non essere all’altezza di una competizione europea a questi livelli, con errori individuali che hanno pesato enormemente sul risultato finale delle due gare.

Le scelte di Italiano sotto la lente: un piano offensivo fallito

Vincenzo Italiano aveva concepito una gara a trazione anteriore, ma la manifesta inferiorità complessiva nei confronti dei Villans ha fatto naufragare i suoi piani. Le mosse studiate per spingere in avanti hanno prodotto effetti deleteri in fase difensiva. Il tecnico emiliano ha provato a sorprendere invertendo i terzini, schierando il mancino Miranda a destra e Joao Mario sulla fascia opposta. L’intento era quello di avere due giocatori in più capaci di accentrarsi in fase di possesso e facilitare la costruzione con il piede forte. Un’idea discutibile che l’Aston Villa ha neutralizzato rapidamente, costringendo i due terzini a difendere in posizioni innaturali e scomode.

Ciò che è iniziato come un piccolo difetto si è trasformato presto in una valanga. La pressione alta delle mezzali bolognesi veniva elusa con un palleggio rapido e incisivo degli inglesi, ben diverso da quello più compassato dell’andata. Il Bologna si è ritrovato così troppo sfilacciato per un marcamento uomo su uomo, mentre la squadra di Unai Emery trovava facilmente combinazioni veloci e precise. Solo Bernardeschi ha tentato invano di ribellarsi a questa netta sensazione di inferiorità, cercando senza fortuna di impensierire Emiliano Martinez dalla distanza. Il gol di Watkins è stato un capolavoro di tecnica e velocità: una combinazione stretta e fulminea (Buendia, Rogers, Tielemans, con scambi rapidissimi) ha smarcato il centravanti che ha depositato in rete a porta vuota, una vera lezione di calcio.

Un abisso incolmabile: la dura realtà del calcio europeo

 

Una volta visto il Bologna barcollare, l’Aston Villa lo ha rapidamente steso al tappeto, con la collaborazione di avversari ormai avviliti e privi di reazione. Dopo un calcio di rigore parato da Ravaglia a Rogers, la palla è finita in fallo laterale. Da lì, Digne ha servito l’assist per Buendia. In questa occasione, un Miranda disattento e mal posizionato, un Moro sorpreso e un Ravaglia incerto hanno permesso il raddoppio. Prima dell’intervallo, un’altra veloce azione sulla trequarti ha liberato Rogers al tiro, con Casale troppo distante e Ravaglia nuovamente colpevole nell’occasione.

Nella ripresa, i terzini del Bologna sono tornati alle loro posizioni naturali, e gli inglesi hanno leggermente rallentato il ritmo. Digne ha negato a Orsolini la platonica soddisfazione di un gol, deviando un suo tentativo. Il poker finale è arrivato su azione d’angolo, con Miranda che ha concesso a Konsa lo spazio sufficiente per insaccare. Il fischio finale ha sancito una sconfitta pesante, non solo per il Bologna, ma anche come amara conclusione della stagione europea del calcio italiano, che si è trovata di fronte un livello di gioco e un’intensità difficilmente replicabili.


Commenti

Accedi per lasciare un commento.

Ancora nessun commento. Sii il primo!